12 febbraio 2017 – Sesta Domenica dopo l’Epifania (anno A)

Come avvenne quel sabato nella sinagoga, così anche oggi Gesù riconosce che portiamo qualche segno di paralisi, di immobilità, di chiusura: facciamo fatica a stendere le mani per abbracciare, sorreggere, rialzare. La rigidità dei gesti viene dal profondo, dalla durezza del cuore, e da soli non riusciamo a scioglierci.

Affidandoci a Lui, potremo abbandonare le nostre logiche che sono diventate regole, dettate dalla paura e dal nostro egoismo. Gesù ci invita ad aprire le mani, a correre per amore, a considerare in ogni caso la possibilità del dono di sé: la gratuità della dedizione mostrerà infallibilmente lo spessore della fede.

don Paolo

Qui le letture: http://spl.ink/letture_12022017

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